LA CEDOLARE SECCA

La cedolare secca rappresenta una modalità opzionale di tassazione per i redditi derivanti dalla locazione di immobili ad uso abitativo. Introdotta in Italia con il decreto legislativo 23/2011, questo regime fiscale si pone l’obiettivo di semplificare la vita dei proprietari di immobili, offrendo al contempo un’alternativa vantaggiosa rispetto alla tassazione ordinaria.
Cos’è la Cedolare Secca?
La cedolare secca è un regime di tassazione agevolato che permette ai proprietari di immobili locati ad uso abitativo di sostituire l’IRPEF e le relative addizionali (regionale e comunale) con un’imposta sostitutiva. Questa imposta è calcolata applicando un’aliquota fissa sul canone di locazione annuale, rendendo più semplice e prevedibile la gestione fiscale.
Le aliquote della cedolare secca sono le seguenti:
21%: per i contratti di locazione a canone libero (4+4 anni).
10%: per i contratti di locazione a canone concordato, inclusi i contratti transitori e quelli per studenti universitari, nelle aree ad alta tensione abitativa.
L’opzione può essere esercitata per unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali da A1 a A11 (esclusa l’A10 – uffici o studi privati) locate a uso abitativo e per le relative pertinenze, locate congiuntamente all’abitazione, oppure con contratto separato e successivo rispetto a quello relativo all’immobile abitativo, a condizione che il rapporto di locazione intercorra tra le medesime parti contrattuali, nel contratto di locazione della pertinenza si faccia riferimento al quello di locazione dell’immobile abitativo e sia evidenziata la sussistenza del vincolo pertinenziale con l’unità abitativa già locata.
In caso di contitolarità dell’immobile l’opzione deve essere esercitata distintamente da ciascun locatore. I locatori contitolari che non esercitano l’opzione sono tenuti al versamento dell’imposta di registro calcolata sulla parte del canone di locazione loro imputabile in base alle quote di possesso. Deve essere comunque versata l’imposta di bollo sul contratto di locazione. L’imposta di registro deve essere versata per l’intero importo stabilito nei casi in cui la norma fissa l’ammontare minimo dell’imposta dovuta.
L’opzione per la cedolare secca può essere fatta anche per i contratti di locazione di tipo strumentale stipulati nel 2019. I locali commerciali devono essere classificati nella categoria catastale C/1 e avere una superficie fino a 600 metri quadrati, escluse le pertinenze. L’aliquota applicabile è del 21%.
L’adesione alla cedolare secca offre diversi vantaggi ai proprietari di immobili:
In primis una semplificazione fiscale. Con la cedolare secca, infatti il proprietario non deve calcolare e versare l’IRPEF e le relative addizionali sul reddito da locazione, né l’imposta di registro e di bollo sul contratto di locazione.
In secondo luogo, la tassazione agevolata con le aliquote fisse del 21% e del 10% sono spesso più convenienti rispetto alle aliquote progressive dell’IRPEF, soprattutto per i proprietari con redditi elevati.
In ultima analisi non si po’ non considerare che la cedolare secca semplifica la gestione fiscale dei contratti di locazione, riducendo la burocrazia e il rischio di errori.
Per aderire alla cedolare secca, il proprietario deve seguire questi passaggi: Comunicazione al Conduttore: Il proprietario deve informare per iscritto l’inquilino della scelta di aderire alla cedolare secca, rinunciando all’aggiornamento del canone di locazione, inclusa la rivalutazione ISTAT.
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